Cultura
“Da luogo della contenzione e della sofferenza, a territorio aperto, socializzante, di forte interazione con il territorio e la cittadinanza, polifunzionale, di libero scambio e partecipato, San Giovanni può diventare luogo simbolico, laboratorio, in cui si possono testare nuove modalità d’“uso” della città: vista non tanto come macchina progettata per risolvere problemi funzionali, pratici, ma soprattutto come luogo in cui si mettono a confronto culture diverse, espressione di mondi diversi. Un laboratorio per la città del futuro: non omogeneità, non omologazione, bensì coabitazione e contaminazione di culture diverse. Una prospettiva ampia, socializzante, in cui la varietà sia un bene prezioso da conservare e sostenere.”
Così scriveva Luciano Celli nel volume “L’Ospedale psichiatrico di San Giovanni a Trieste. Storia e cambiamento 1908-2008”, (Electa 2008). Oggi le sue parole non sono di certo una vuota eco e corrispondono a una realtà in continuo fermento, nella quale ogni giorno nascono nuove iniziative.
Nel Parco trovano stabilmente spazio rassegne culturali annuali ma anche appuntamenti estemporanei come mostre, spettacoli, concerti, progetti sociali e solidali. Iniziative promosse spesso in collaborazione tra diverse realtà presenti nel Parco, come ad esempio la rassegna Rose Libri Musica Vino, la manifestazione Horti Tergestini, la fiera dei prodotti naturali Bioest, le varie attività legate al Museo Nazionale dell’Antartide e al Museo di Mineralogia e di Petrografia. Fondamentale anche l’apporto delle cooperative sociali insediate nel Parco, dove organizzano varie iniziative come ad esempio gli Itinerari basagliani, un’esperienza immersiva alla scoperta della storia del superamento del manicomio (Cooperativa La Collina), le attività e le mostre del collettivo M ArTe (a cura di più soggetti operanti nel padiglione M) e le iniziative culturali e solidali ospitate dal bar Il posto delle fragole.
Tutte iniziative che hanno l’obiettivo di incentivare la partecipazione, diffondere la conoscenza, includere persone fragili, tutelare un patrimonio ambientale e architettonico non solo con la forza delle idee ma anche della condivisione.








