Ambiente e Natura
Tratto da: Il nuovo CercaRose: 1000 rose dal roseto del Parco di San Giovanni di Trieste. A cura del Dipartimento di Scienze della vita dell’Università degli Studi di Trieste.
Il recupero del Parco di S. Giovanni (…)
Il Parco di San Giovanni, al momento del suo recupero e ristrutturazione funzionale, si presentava come un’area in parte degradata e non ben mantenuta, nel quale solo alcuni scorci di aiuole formali e i viali richiamavano la scenografia spiccatamente architettonica, che Lodovico Braidotti volle originariamente dare. Fu necessario liberare il parco da numerose piante arboree infestanti e da un fitto sottobosco, per rendere nuovamente visibili e far meglio risaltare i grandi alberi. Ciò venne fatto soprattutto nella parte bassa, a ridosso di Villa Bottacin e di Villa Renner, lasciata dal Braidotti nello stile inglese preesistente. Gli alberi sono stati utilizzati soprattutto per i viali alberati come elemento strutturale principale e rappresentano tuttora l’ossatura portante del parco, così come immaginata dal Braidotti.

Oggi il comprensorio dell’ex Ospedale Psichiatrico Provinciale di Trieste è costituito da un parco inserito nella struttura urbana del rione cittadino di San Giovanni, dal quale è separato da un muro di cinta perimetrale. Il parco ha un’estensione di circa 22 ettari ed ospita al suo interno 40 edifici di varie dimensioni, collegati tra loro ed alla rete urbana cittadina da una rete viaria interna con due accessi veicolari e pedonali, uno in via San Cilino ed uno sulla via Valerio (SS.14).
Il Roseto di S. Giovanni
La graduale trasformazione di questo luogo è avvenuta tenendo conto delle esigenze di utilizzabilità per il visitatore, di visibilità e di sicurezza, per dare la necessaria tranquillità. In omaggio alla rosa, scelta dal Braidotti come pianta ornamentale predominante, anche l’attuale parco valorizza tale pianta, che bene rappresenta il nesso tra il passato ed il presente. Il roseto del Parco di San Giovanni fu inaugurato il 3 ottobre del 2009.
Esso sin dall’inizio ospitava quasi 5000 varietà di rose e fu realizzato con la collaborazione della Cooperativa Agricola San Pantaleone, grazie al finanziamento della Regione Friuli Venezia Giulia finalizzato al recupero delle aree verdi del Comprensorio. Il Progettista del roseto, il Dr. Vladimir Vremec intese realizzare un giardino contemporaneo, un roseto del 2010, e non un giardino più o meno tradizionalista. La collezione di rose presenta quindi il meglio della produzione corrente, ma anche del passato, con rose che non si trovano sul mercato. L’idea è quella di fare di questo roseto uno dei più significativi d’Italia. A San Giovanni si possono ammirare rose dedicate a personaggi famosi e altre interessanti, oltre che per la loro bellezza, perchè ottenute in periodi storici importanti. Sono presenti molte varietà ottenute da ibridatori europei come inglesi, tedeschi, francesi, olandesi e altri ma anche americane e giapponesi. Molte sono le rose italiane difficili da reperire attualmente.

Entrando da via San Cilino, dall’ingresso inferiore del comprensorio, un ideale percorso si snoda attraverso la viabilità per sentieri, scale e viali alberati, tra prati e aiuole, in un susseguirsi di varietà di piante e rose antiche per giungere alla parte superiore, dove sono posizionate le rose moderne. Attraverso il Viale delle Camelie, sotto Villa Renner, oppure entrando dal Vicolo dei Roveri, ci si addentra nelle aree che ospitano le collezioni di rose antiche. Nelle aiuole realizzate nei pressi di Villa Bottacin, dove dimorano anche le querce più maestose del parco, sono presenti le rose delle classi ‘Alba’ ed ‘Ibridi Perenni’. Nel terrazzamento superiore, sotto il padiglione dell’ex Gregoretti, sono collocate le classi ‘Gallica’, ‘Centifolia’, ‘Damascena’ e ‘Centifolia Muscosa’ e le rose botaniche su ambedue i bordi delle scarpate. La scarpata più soleggiata, esposta a ovest, è ricoperta da iris di vario colore.
A fianco del padiglione ex Gregoretti le aiuole parallele ospitano rose antiche delle classi ‘Chinensis’, ‘Tea’, ‘Ibridi Perenni’, ‘Rugosa’, ‘Canina’ ed altre ancora. Lungo la rete perimetrale sono collocate rose rampicanti di varie classi, tra loro, diverse rose botaniche, più ibridi di rose botaniche. Quest’ultime sono presenti anche sulla scarpata della strada che dall’ingresso del Vicolo dei Roveri porta verso il padiglione ex Gregoretti, accompagnate da cespugli sempreverdi di Ceanothus. Diversi ibridi di ‘Rugosa’ si incontrano lungo il muro del giardinetto dedicato ai cani, assieme a rose rampicanti prevalentemente delle classi ‘Banksia’, ‘Gigantea’ e ‘Bracteata’, che si inerpicano sugli archi metallici che accompagnano il vialetto.





